Un mosaico di incontri, ricordi ed esperienze personali che restituisce la figura di Giovanni Paolo II attraverso gli occhi di chi lo ha conosciuto, accompagnato o semplicemente osservato da vicino. È il cuore di Giovanni Paolo II. Testimonianze, il nuovo volume di Monika Jabłońska pubblicato da Editoriale Romani, che raccoglie 48 interviste a ecclesiastici, artisti, politici, giornalisti e storici provenienti da diversi Paesi.

Come riporta agensir.it, l’autrice, polacca naturalizzata statunitense, non si limita a raccogliere aneddoti o dettagli biografici. Il filo conduttore del libro è infatti una domanda più ampia: perché Giovanni Paolo II esercitava una così profonda attrazione sulle persone che incontrava? Una ricerca che attraversa ricordi personali, incontri pubblici e impressioni private, componendo un ritratto umano e spirituale del Papa polacco.

Tra le testimonianze più intime emerge quella di Eugeniusz Mróz, vicino di casa e compagno di classe di Wojtyła, che ricorda la semplicità dell’appartamento di Wadowice e i momenti di canto del futuro Papa insieme al padre, descrivendone il carattere gioviale e la profonda spiritualità. Sul versante politico, l’ex speaker della Camera dei Rappresentanti Newt Gingrich parla di una “capacità unica di guardare dentro le persone, capirle e ispirare il meglio in loro”, definendo “trasformativo” il potere di Giovanni Paolo II.

Non mancano le riflessioni di artisti e intellettuali. Il regista Krzysztof Zanussi sottolinea l’attenzione autentica che Wojtyła riservava ai suoi interlocutori: “Wojtyła era molto attento alle persone con cui parlava… Si sentiva che ti faceva una domanda perché voleva davvero sentire la tua risposta”. Lo storico inglese Norman Davies aggiunge che Giovanni Paolo II era “una figura amichevole che si abbassava al tuo livello. Dava fiducia alle persone”.

Il volume dedica ampio spazio anche al rapporto tra il Pontefice e gli Stati Uniti, attraverso le interviste a Michael Reagan, figlio del presidente Ronald Reagan, e a Peter Robinson, suo ghost writer, che raccontano l’influenza esercitata da Giovanni Paolo II nel contesto internazionale e il suo contributo al crollo del comunismo.

Tra gli intervistati figurano inoltre Stanisław Dziedzic, che evidenzia l’amore di Wojtyła per la letteratura polacca e la sua produzione poetica e teatrale giovanile, e i fotografi Arturo Mari e Grzegorz Gałązka, che riflettono sulla straordinaria capacità espressiva del volto e dei gesti del Pontefice, legata alla concentrazione nella preghiera.

Il libro si chiude con una nota critica dello storico Paweł Skibiński, che mette in guardia dal rischio di una “banalizzazione dell’eredità” di Giovanni Paolo II. Una riflessione che appare particolarmente attuale: a quasi vent’anni dalla sua morte, la figura di Wojtyła continua a essere oggetto di interpretazioni, dibattiti e riletture.

In questo contesto, il volume di Monika Jabłońska si inserisce come un contributo alla custodia della memoria di un Papa che ha segnato profondamente la storia della Chiesa e del mondo contemporaneo, attraverso la voce di chi ha condiviso con lui momenti di vita, dialogo e responsabilità.

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