“Se vogliamo comprendere qualcosa di questo mondo dobbiamo rimettere al centro la questione religiosa”. Il cardinale Claudio Gugerotti, Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, ha aperto con queste parole il confronto con l’ambasciatore Giampiero Massolo, ospitato dal suo Dicastero il 16 settembre 2026 nell’ambito della XVII edizione del Festival della Diplomazia. A moderare l’incontro è stato il giornalista Massimo Franco.
Come riportato da Vatican News, Gugerotti ha sottolineato come il confronto con la storia e la cultura sia oggi più debole, ricordando che “l’orizzonte non solo delle analisi, ma persino dei libri scolastici, si è ormai ristretto agli ultimi trent’anni: non studiamo più la storia”. Un elemento che, secondo il Prefetto, rende più difficile leggere le tensioni internazionali contemporanee.
Il cardinale ha evidenziato come la religione rimanga una componente essenziale nella vita collettiva, soprattutto in alcuni contesti geopolitici. “La questione religiosa continua a rappresentare una componente fondamentale dell’identità globale e soprattutto di certi popoli”, ha spiegato, citando anche la Terra Santa, dove le tre grandi religioni monoteistiche convivono in un equilibrio complesso.
Secondo Gugerotti, ignorare la dimensione religiosa significa rischiare di non comprendere pienamente i conflitti e le dinamiche internazionali attuali. Ha evidenziato come, accanto a un crescente disinteresse per la religione in alcune aree del mondo, permanga una forte identità religiosa in altre, spesso accompagnata da tensioni belliche.
La riflessione del Prefetto si è poi concentrata sui Paesi dell’ex Unione Sovietica, dove la religione sarebbe tornata a giocare un ruolo importante dopo un periodo di marginalizzazione. In questo contesto, ha osservato, la dimensione religiosa continua a influenzare gli equilibri geopolitici.
L’ambasciatore Massolo ha condiviso l’importanza della religione nella comprensione dell’ordine globale, pur ricordando come gli Stati, nel momento delle decisioni, tendano a privilegiare la sicurezza. “Occorre chiedersi fino a che punto il fattore religioso, indubbiamente importante, venga però incorporato nell’atto di sintesi che i governi compiono per prendere decisioni politiche”, ha osservato, aggiungendo che “quando si tratta di scegliere, gli Stati tendono ad anteporre a ogni altro principio quello della sicurezza”.
Entrambi gli interlocutori hanno concordato sull’importanza della religione nella comprensione dell’ordine mondiale contemporaneo. Gugerotti ha inoltre sottolineato lo stile della diplomazia pontificia, fatto di gesti discreti, silenziosi e di interventi lontani dai riflettori, ma capaci di incidere sulle crisi internazionali.
L’incontro, ospitato dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, ha così messo in evidenza come la dimensione religiosa continui a rappresentare una chiave di lettura indispensabile per comprendere le sfide geopolitiche attuali, in un contesto internazionale segnato da conflitti e profonde trasformazioni.