Nei giorni che precedono il 22 ottobre 2026, i cristiani guardano alla Croce non come a un semplice simbolo religioso, ma come al segno di un dono che attraversa la storia. La Croce è il luogo in cui, secondo la fede cristiana, Dio si è fatto vicino all'umanità, trasformando uno strumento di condanna in un segno di amore e di redenzione per il mondo.

A raccontare questo significato è don Remo Chiavarini, parroco della basilica di Santa Croce in Gerusalemme, intervistato da Marco Calvarese per agensir.it. "È il segno dell'amore con cui Dio ci ha amato, fino a donare suo Figlio per la salvezza dell'umanità", spiega Chiavarini. "Non possiamo assolutamente pensare Gesù senza la Croce".

La basilica raccoglie una tradizione antica legata a sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, che secondo la tradizione cristiana compì un viaggio in Terra Santa tra il 326 e il 328. Da quel pellegrinaggio Elena avrebbe riportato a Roma reliquie legate alla vita di Gesù e terra proveniente da Gerusalemme, dove Cristo aveva compiuto la sua missione e il sacrificio della Croce.

La terra venne collocata nel complesso imperiale del Sessorium, la residenza della famiglia di Costantino, dove sorse un luogo di culto destinato a custodire le memorie della Passione. Da quella tradizione nasce la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, le cui origini risalgono proprio al IV secolo. La terra portata da sant'Elena venne sparsa nella cappella a lei dedicata, dando alla chiesa il suo nome e il suo significato: un frammento di Gerusalemme collocato nel cuore di Roma.

Nella basilica si conserva ancora oggi la Cappella delle Reliquie, che sarà riaperta il 23 ottobre, dove sono custoditi i frammenti della Vera Croce, il Titulus Crucis, il Sacro Chiodo e le Spine della Corona. Questi oggetti, per la fede cristiana, sono testimonianze dirette della Passione di Gesù e vengono venerati da secoli dai pellegrini.

Nei primi secoli del cristianesimo, racconta don Chiavarini, la Croce veniva rappresentata senza il corpo di Gesù, come simbolo della gloria di Cristo risorto. Con il tempo l'immagine si è evoluta nel Crocifisso, mettendo al centro la sofferenza di Gesù e il suo sacrificio per l'umanità.

La basilica di Santa Croce in Gerusalemme continua a rappresentare uno dei luoghi più importanti della devozione cristiana, custodendo la memoria della Passione e della Croce. Insieme alle 4 basiliche papali, fa parte della tradizionale visita alle 7 chiese di Roma, un percorso spirituale che attraversa la storia della fede cristiana nella capitale.

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